Il poker dal vivo in Italia e la Legge Comunitaria del Luglio 2009

09/03/2010

Era il 9 settembre del 2009, quando il Viminale ha mandato una nota a tutte le questure, richiedendo che non venisse autorizzata l'organizzazione di nessuna forma di tornei di poker, e che ogni misura volta alla prevenzione della realizzazione di eventi di poker sportivo doveva essere applicata dai Prefetti, rimandando poi alla Legge Comunitaria 2008.
Secondo detta legge però, i tornei di poker potevano essere organizzati, a patto che lo fossero sotto il controllo di concessionari di gioco provvisti di regolare licenza per operare nel settore del poker; pertanto in seguito alla nota del settembre 2009, molti operatori del settore sono rimasti confusi, e nell'incertezza di essere o meno nella legalità.
La Legge Comunitaria entrata in vigore nel Luglio del 2009, all'interno dei commi 27 e 28, spiegava in quali termini il poker live sarebbe stato consentito; secondo il comma 27 infatti, l'AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ed il Ministero degli Interni, avrebbero emanato un regolamento volto a disciplinare il poker sportivo, all'interno del quale sarebbe stato definito l'importo massimo della quota di partecipazione, e le modalità per effettuare il cosiddetto re-buy, inoltre vietava la realizzazione di più tornei nello stesso luogo nell'arco della stessa giornata; mentre il comma 28 fissa le condizioni per poter organizzare tornei di poker, riservando tale facoltà solo a soggetti in possesso di determinati requisiti.
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